Cometa 3I – Atlas – Foto: NAsa
Gli astronomi hanno confermato il rilevamento della cometa interstellare 3I/Atlas da parte del sistema ATLAS il 1 luglio 2025. Il telescopio, situato nel deserto di Atacama, in Cile, ha identificato l’oggetto durante le osservazioni di routine degli asteroidi. La sua traiettoria iperbolica, con una velocità superiore a 30 km/s, indicava un’origine al di fuori del Sistema Solare.
La cometa, il terzo visitatore interstellare conosciuto, segue un’orbita non legata alla gravità solare. Ha raggiunto il perielio il 29 ottobre 2025, a 1,4 unità astronomiche dal Sole. Questo passaggio ha permesso analisi dettagliate della sua composizione chimica.
I dati preliminari rivelano la presenza di vapore acqueo e monossido di carbonio nel coma.
- L’elevata concentrazione di anidride carbonica differenzia l’oggetto dalle comete locali.
- Gli spettri mostrano un arricchimento di ferro e nichel, suggerendo un’esposizione prolungata alle radiazioni.
- Attività cometaria rilevata da maggio 2025, 6,4 UA dal Sole.
Composizione chimica unica
La cometa 3I/Atlas mostra una chioma rossastra, il risultato delle polveri sottili rilasciate durante l’avvicinamento al sole. Confermate le osservazioni del telescopio spaziale Hubble, effettuate il 21 luglio 2025questa caratteristica. Il rilascio dei gas è avvenuto senza scoppi significativi, mantenendo una luminosità costante.
L’analisi del telescopio spaziale James Webb ha rilevato emissioni di ghiaccio d’acqua ed anidride carbonica nell’agosto 2025. Questi elementi indicano la formazione in un ambiente freddo e distante.
Traiettoria e velocità
I calcoli orbitali indicano che 3I/Atlas fu espulsa da un altro sistema stellare miliardi di anni fa. La sua velocità di fuga supera i 61 km/s, confermando la sua natura interstellare. L’oggetto attraversa l’orbita di Marte nel dicembre 2025.
Durante il perielio, la cometa ha perso più del 13% della sua massa a causa della sublimazione del ghiaccio. Questa perdita ha causato un’accelerazione non gravitazionale, misurata da telescopi terrestri. Le osservazioni del Very Large Telescope in Cile hanno registrato vapori di nichel in più giorni.
La traiettoria iperbolica, con eccentricità superiore a 6, garantisce l’uscita dal Sistema Solare. I modelli prevedono una visibilità ridotta dopo gennaio 2026.
- Posizione attuale: dietro il Sole, visto dalla Terra.
- Distanza minima dalla Terra: 1,8 UA, nessun rischio di collisione.
- Monitoraggio continuo attraverso reti internazionali.
Note globali
Il sistema ATLAS, finanziato dalla NASA, opera in più siti di allarme di impatto. Il rilevamento di 3I/Atlas ha segnato la prima identificazione di un oggetto interstellare da parte di una rete di monitoraggio della Terra.steroidi. I telescopi alle Hawaii e in Australia hanno fornito dati pre-ripresa.
Il satellite TESS ha catturato immagini della cometa tra maggio e giugno 2025, prima della scoperta ufficiale. Queste osservazioni hanno rivelato un coma marginale a 6,4 UA.
Differenze rispetto ai visitatori precedenti
Rispetto a 1I/Oumuamua, del 2017, 3I/Atlas mostra una chiara attività cometaria, con una coda gassosa. A differenza della 2I/Borisov, del 2019, ha una percentuale maggiore di CO2. Queste variazioni evidenziano la diversità nelle composizioni interstellari.
L’oggetto potrebbe essersi formato nello spesso disco della galassia, una regione ricca di elementi pesanti. La sua età stimata supera i 7 miliardi di anni, prima della formazione del Sistema Solare.
Le analisi spettrali indicano l’assenza di alcuni composti organici comuni nelle comete locali.
Contributi all’astronomia
Gli studi 3I/Atlas ampliano la comprensione delle espulsioni in sistemi stellari distanti. I dati SPHEREx hanno confermato le emissioni di CO2 a metà agosto 2025.
L’Osservatorio Vera C. Rubin in Cile migliora i futuri rilevamenti di oggetti simili. Reti come l’International Asteroid Warning Network coordinano un’astrometria precisa.
- Strumenti coinvolti: NIRSpec di James Webb per la mappatura dei materiali.
- Le osservazioni radio cercano emissioni di idrossili.
- Previsione: più scoperte con progressi in arrivorilievi celesti.
La cometa accelera oltre i 40 km/s dopo il perielio, attraversando traiettorie planetarie senza interazioni. Il suo passaggio rafforza l’importanza del monitoraggio continuo per i visitatori cosmici.


