Cometa – Foto: Trifonov_Evgeniy/ iStock
La cometa 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare confermato, ha iniziato ad allontanarsi dal Sole dopo aver raggiunto il perielio il 29 ottobre 2025, a 1,36 unità astronomiche di distanza.
Gli astronomi di tutto il mondo stanno preparando l’attrezzatura per catturare immagini del visitatore, proveniente da un altro sistema stellare, che attraversa il Sistema Solare per la prima volta.
L’osservazione avverrà principalmente nelle prime ore del mattino di novembre e dicembre, con la cometa posizionata in basso sull’orizzonte orientale, che richiede telescopi di medie dimensioni.
La sua traiettoria iperbolica conferma la sua origine esterna e la sua composizione ricca di anidride carbonica offre informazioni su formazioni planetarie lontane.
3I/ATLAS Is Not Behind the Sun.
Astronomers were told the interstellar object would disappear behind the Sun during its Oct 29 perihelion. But new observations show that’s not true.On Oct 25, the team recorded 3I/ATLAS visible beside the Sun — not hidden.
Position: RA 13h 38m… pic.twitter.com/cqRoIn8PGT— 3I/ATLAS (@3IAtlas_Anomaly) October 28, 2025
Origine e scoperta di 3I/ATLAS
La cometa 3I/ATLAS è stata rilevata il 1 luglio 2025 dal sistema ATLAS, installato in Cile, quando si trovava a circa 670 milioni di chilometri dal Sole, vicino all’orbita di Giove.
Le osservazioni iniziali hanno rivelato attività cometaria, con una chioma e una coda formate dalla sublimazione del ghiaccio sotto la radiazione solare.
L’oggetto segue un percorso ad alta velocità, superiore a 210mila chilometri orari, che gli impedisce di essere catturato dalla gravità del Sole.
Traiettoria attraverso il sistema solare
L’ingresso nel Sistema Solare è avvenuto attraverso la direzione della costellazione del Sagittario, vicino al centro della Via Lattea.
Il perielio segnava il punto di maggior calore e luce, attivando getti di polvere e gas senza causare frammentazione.
A dicembre, la cometa raggiungerà il punto di avvicinamento più vicino alla Terra, a 1,8 unità astronomiche, ovvero a circa 269 milioni di chilometri.
All’inizio del 2026 passerà vicino a Giove prima di lasciare definitivamente il Sistema Solare.
Requisiti di osservazione
Per rilevare la luminosità di magnitudine 11,5 è essenziale un’attrezzatura con un’apertura minima di 20 centimetri.
I luoghi con cieli bui e orizzonte sereno evitano le interferenze del crepuscolo mattutino.
La durata ideale per le ricerche è di circa un’ora prima dell’alba.
Applicazioni come TheSkyLive aiutano con la posizione precisa dell’oggetto.
Posizioni nel cielo notturno
Dal 3 novembre, 3I/ATLAS appare a 9 gradi sopra l’orizzonte orientale, nella costellazione della Vergine.
- Tra il 3 e il 17 novembre: incrocia la Vergine, sorgendo gradualmente ad ogni alba.
- Dal 18 al 30 novembre: transiti nella costellazione del Leone, con maggiore allungamento del Sole.
- A dicembre: visibilità massima nell’emisfero settentrionale, ma accessibile a sud con modifiche.
Questi cambiamenti si verificano a causa dell’orbita retrograda, opposta alla maggior parte delle comete locali.
Campagna di monitoraggio globale
L’International Asteroid Warning Network coordina le osservazioni dal 27 novembre 2025 al 27 gennaio 2026.
Telescopi come Gemini South in Cile hanno catturato immagini profonde della chioma rossastra, indicative dell’evoluzione della polvere.
Le sonde della NASA, inclusa Europa Clipper, potrebbero intercettare le particelle della coda a novembre.
- Juice Mission dell’ESA: sessioni in programma il 2 e 25 novembre per analizzare la struttura della coda.
- Satellite TESS: attività iniziale registrata nel maggio 2025, 6,4 unità astronomiche dal Sole.
Questi sforzi mirano a misurare il nucleo, stimato tra 0,6 e 5,6 chilometri di diametro.
Rivelata la composizione chimica
L’analisi del telescopio spaziale James Webb ha rilevato alti livelli di anidride carbonica nella chioma, una concentrazione senza precedenti nelle comete.
La presenza di ghiacci volatili e metalli rari differenzia 3I/ATLAS da oggetti locali come Oumuamua e Borisov.
Il nucleo, formatosi miliardi di anni fa, conserva tracce diun sistema stellare primitivo, possibilmente espulso dalle interazioni gravitazionali.
Gli studi indicano un’età superiore a sette miliardi di anni, rendendola la cometa più antica osservata.
Differenze con i predecessori
Rispetto a 1I/Oumuamua, senza coda chiara, 3I/ATLAS mostra una chioma e una coda ben definite.
Diverso da 2I/Borisov, ha un diametro maggiore e un’attività a distanze fredde, con un pennacchio solare prominente.
Il suo colore rossastro nella chioma suggerisce una superficie che si evolve sotto le radiazioni.
Queste variazioni rafforzano la diversità dei corpi interstellari nella galassia.
La visibilità di 3I/ATLAS terminerà nel dicembre 2025, dopodiché la cometa si dirigerà nello spazio profondo, lasciando dati preziosi per le missioni future.


